Intervento del Sottosegretario agli Affari Esteri On. Margherita Boniver alla presentazione dei volumi "Italia - Giappone 450 anni" Isiao, 21 maggio 2004 PDF Stampa E-mail
Quarantaquattro anni fa il Palazzo delle Esposizioni ospitò la mostra "Tesori dell'arte giapponese", con  l‘ attivo contributo del Professor Giuseppe Tucci, presidente dell'IsMEO nonché membro d'onore dell'Accademia Imperiale del Giappone.  Era l’anno 1933 quando Giovanni Gentile aveva ottenuto dal governo l'assenso alla fondazione dell'IsMEO, e da allora   l 'intensa attività mirata a rafforzare l'amicizia italo-giapponese e la reciproca conoscenza dei due paesi non conobbe pause. Gli studi, le ricerche, gli scambi tra Italia e Giappone  si sono gradualmente estesi dai tradizionali  settori storico-culturali, letterari, artistici, anche, negli anni più recenti, a quelli storico- politici, socio-economici, tecnico-scientifici.

L'arte antica e moderna ha sempre avuto un posto determinante nell'interesse italiano  per la storia e la civiltà del Giappone. Ne sono prova le decine di mostre organizzate in Italia negli anni cinquanta, sessanta e settanta (per la pittura contemporanea e per singoli artisti, per le maschere del teatro No, per le incisioni e per l'arte decorativa etc.) a cui corrisposero iniziative congiunte italo-giapponesi finalizzate alla conoscenza dell'arte di Roma e dell'Italia in Giappone, dall'arte pompeiana a quella del Rinascimento, dal mosaico fiorentino all'arte del '700 veneziano etc. Ad esse si è affiancato lo sviluppo, o addirittura la nascita, di centri di studi di orientalistica presso grandi e piccole università italiane – da Firenze , Venezia e Napoli a Lecce e Catania e molti altri . Alla base di questa intensissima attività culturale  italo-giapponese vi è infatti  sempre stata la convinzione che l'arte e la cultura sono  l'immagine più evidente  di un popolo e quindi  mezzi efficacissimi per farne conoscere la civiltà.

Sarebbe qui troppo lungo ricordare tutti gli eventi e le iniziative che negli anni  hanno avuto luogo  e si sono arricchiti di contenuti sempre più approfonditi e diversificati,  volti tutti a consolidare tale reciproca conoscenza. Ma non voglio passare sotto silenzio, tra i molti eventi,   la mostra, "Il Giappone prima dell'Occidente" tenutasi a Roma presso il Palazzo delle Esposizioni dal 15 novembre 1995 al 15 gennaio 1996, cui molti studiosi – da parte italiana e giapponese – hanno collaborato.  E’ sulla scia del successo ottenuto da quella iniziativa, che il Governo italiano e quello giapponese  convennero di realizzare "l'Anno dell'Italia in Giappone 2001",  che ha ottenuto il successo a tutti noto. Il progetto fu sostenuto dalle associazioni di amicizia operanti nei due Paesi e dai Comitati promotori costituiti sotto la Presidenza del Sen. Umberto Agnelli e del Sig. Rokuro Ishikawe.  Nell’ambito del programma delle singole manifestazioni, fu proposta  da parte del presidente dell’ISIAO prof. Gnoli, e approvata dal Ministero degli Affari Esteri,  la pubblicazione di un’opera avente per oggetto i rapporti intercorsi fra l'Italia e il Giappone dalle epoche antiche ai giorni nostri. L'opera – che viene oggi qui presentata – è stata realizzata insieme all'allora Istituto Universitario Orientale di Napoli ora Università degli Studi di Napoli "L'Orientale".

I tre ponderosi volumi (di cui il terzo è la traduzione in giapponese dei primi due e sarà pronto nel 2005) hanno avuto  tempi di realizzazione molto lunghi,  al punto che solo un mese fa la pubblicazione ha visto la luce.
Quest’opera, che oggi consegno alla vostra attenzione, ha l’ambizione di costituire un compendio di straordinaria ampiezza e di rigore scientifico,  destinato non solo ad una platea di studiosi e cultori, ma anche a tutti coloro – e sono certamente in molti – che nutrono per il Giappone un amore ed un interesse simile a quello di chi  l’opera ha voluto e realizzato.
 
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