Diritti Umani PDF Stampa E-mail

Notizie e commenti sulla vicenda dei due fucilieri di marina

http://www.sidi-isil.org/sidiblog/?p=246

 

ilpunto.it/attualita/item/7313-intervista-toni-capuozzo-«i-marò-sono-stati-incastrati».html

...

 

Da: Beppino Puttinato < Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. >

Data: 20 febbraio 2015 10:39:26 CET

A: Margherita r Boniver < Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. >

Oggetto: Donazione

Grazie della donazione arrivata a Verona il 17/01/2015. Spero che la ricevuta sia leggibile; altrimenti la ripeto.

Ieri e' stato un brutto giorno: abbiamo dovuto dimettere 39 studenti sud sudanesi perche' il loro School Leaving Certificate non viene riconosciuto dal Ministero dell'Educazione del Nord, per irregolarità negli esami a Juba e per ragioni finanziarie:

Juba non paga per gli esami preparati al Nord.

Darfuriani al Collegio sono quest'anno una quarantina. Sono molto riconoscente a Lei per la continuazione del Suo aiuto.

Cordiali saluti. P. Puttinato

 

Dal Sudan

Cara Signora,

un semplice saluto. Siamo vivi e andiamo avanti crescendo in eta',

in numero di studenti bisognosi

(sempre piu' numeroso il numero dei Darfuriani) e crescendo

anche  - spero - nell'aiuto dei buoni,

nonostante la Crisi. P. Puttinato

 

www.combonikhartoum.com/

COMBONI COLLEGE OF SCIENCE AND TECHNOLOGY

Khartoum (Sudan)

Dal 2001

 

Un Collegio Aperto a Tutti

 

ma specialmente a studenti poveri  che hanno buona

intelligenza, buona condotta e buon profitto negli studi

 

PROGRAMMI DI STUDIO

1, Lingua e Letteratura Inglese – Baccellierato in Arti in 4 anni

2. Educazione – Studi Religiosi – Baccellierato in Scienze o in Arti in 5 anni

3. Scienze del Computer – Baccellierato in Scienze in 4 anni 

4. Contabilita’ – Diploma in Scienze in 3 anni

5. Amministrazione Aziendale – Diploma in Scienze in 3 anni 

6. Corsi Brevi di inglese, italiano, prime conoscenze del computer, e sistemi

di informatica – con certificato riconosciuto dal Ministero dell’Educazione.

STUDENTI

Numero totale degli studenti in maggio 2013: 500 (inclusi

i 69 futuri maestri di religione e una trentina che hanno

sospesi gli studi specialmente per inabilita’ di regolare frequenza).  

I nostri studenti provengono dal Sudan (il 50%), dal Sud

Sudan (16%) e dai paesi vicini (il 34%).

 

La percentuale dei Cristiani e’ il 58%, dei Musulmani il 42%

e delle ragazze il 35%.

Gli studenti assistiti ( a parte quelli del programma di

futuri maestri) sono 143 (un terzo del totale), con

una media del 50% di sconto sulle rette.

Numero totale dei laureati/e dall’inizio a dicembre

2012: 389 (in maggioranza con un buon impiego). 

INSEGNANTI

Full-timers: 8 PhD, 16 Masters, 5 Bachelors: 29

Part-timers: 4 PhD, 14 Masters, 6 Bachelors: 24   Totale 53

 

AMMINISTRAZIONE

Full-timers: 2 PhD, 5 con Diploma.

 

FINANZE: Preventivo 2013  (in euro):

Entrate                                                                                                                                     Uscite

 

Rette degli Studenti  170.000,00   80 %            Salari                                           142.154,00   67 %

Corsi Brevi                 17.360,00     8 %            Mantenimento e Provviste            46.872,00   22 %

Altre Attivita’               2.777,00     1 %            Attivita’ e Assistenza                    14.305,00     7 %

Borse di studio           22.916,00   11 %            Imprevisti e Sviluppi                       7.800,00     4 %

 

Totale                     213.053,00  100 %                                                              213.053,00  100 %

 

Dal Sudan

Largo ai Giovani!

Intervista a P. Puttinato che compie 80 anni

 

D. Quando pensi, zio, di tornare a casa?

Cosa dici? Vuoi farmi tornare alla Casa del Padre?

 

D. Tu hai capito cosa intendo: quando ritorni in Italia? Sei stato in Sudan per oltre cinquant’ anni (54,se non sbaglio), sei ancora giovane e puoi fare tanto bene anche qui.

Tu sai che sono missionario a vita e ad extra. E’ vero che siamo tutti missionari, ma ciascuno con un proprio ruolo.

 

D. Quale e’ il tuo ruolo ora, a ottant’anni , in Sudan?

Faccio il prete – celebro la Messa, due Messe alla domenica – e sono il rettore del Comboni College of Science and Technology, che come sai e’ una piccola universita’ cattolica.

 

D. Nessuno ti ha detto che alla sua bella eta’ continui a voler restare incollato alla sedia?

La sedia la evito piu’ che posso: la uso per firmare documenti e per intrattenere ospiti.Continuo ad andare su e giu’ per le scale, a controllare le classi , a sentire cosa insegnano i professori.

 

D. Ma non sarebbe ora che tu cedessi il posto a un giovane?

Come il Papa, anche il Papino (cosi’ mi chiamano qui a Khartoum, storpiando il mio nome) rassegnera’ le dimissioni quando avra’ 85 anni! Scherzi a parte:largo ai giovani! Un giovane e’ gia’ stato scelto perche’ mi sostituisca, ma ha preso la tubercolosi, e per giunta gli e’ stato negato il visto di rimanere in Sudan. Spero che non vada alla Casa del Padre prima di me e che possa venire presto a prendere il mio posto.

 

D. Non c’e’ qualche altro – se mai un laico - che possa prendere il suo posto?

Con la separazione del Sud Sudan, nell’Arcidiocesi di Khartoum, che e’ vasta press’a poco quanto la nostra Diocesi di Adria-Rovigo, ci sono soltanto 6 sacerdoti sudanesi (me compreso, che ho doppia nazionalita’, italiana e sudanese). Gli altri 40 preti diocesani, essendo originari del Sud, con l’indipendenza del loro Paese sono diventati stranieri a Khartoum e come i 30 missionari esteri ancora qui presenti rischiano di dover lasciare il Sudan. Non viene concesso il permesso di entrare e lavorare in Sudan a nessun nuovo missionario. E’ difficile trovare un altro padre che prenda il mio posto.

 

D. Non c’e’ qualche laico locale che possa sostituirti?

La comunita’ cristiana oggi in Sudan e’ ridotta a meno dell’uno per cento della popolazione: si calcola che i cattolici siano piu’ o meno 200 mila Trovare tra loro un laico cattolico che diriga il Collegio non sarebbe un problema facile.

 

D. Sarebbe possibile che il Collegio avesse un direttore musulmano?.

Il Collegio e’ cattolico ed e’ gestito dai Comboniani. Per statuto, il direttore deve essere un Comboniano. I musulmani non sono esclusi dall’insegnamento e dall’amministrazione.Anzi, la quasi totalita’ dei docenti e’ musulmana, e gli studenti musulmani sono quasi la meta’.Ma mi sembra giusto che almeno il direttore sia cattolico, o almeno cristiano.

 

D. Ancora una domanda: ci sono tante universita’governative e private in Sudan. C’e’ proprio bisogno di una universita’ cattolica?

In un paese quasi totalmente musulmano, e’ logico che l’educazione nelle scuole, nei collegi e nelle universita’ sia musulmana. Un collegio cattolico non soltanto offre un’educazione cristiana ai pochi cristiani in esso, ma assicura la presenza cristiana nel Paese, offrendo ai musulmani il servizio tanto apprezzato dell’istruzione. E con la nostra presenza, si offre ai musulmani la testimonianza cristiana che e’ parte essenziale dell’evangelizzazione.

 

D. Un’ultima domanda: come vedi la tua diocesi di origine?

Dal punto di vista missionario, suppongo. Adria-Rovigo, la nostra diocesi, e’ senz’altro piu’ missionaria oggi di 50-60 anni fa. C’e’ la missione diocesana nell’America del Sud. C’e’ l’assistenza agli emigrati in Germania. Ci sono missionarie e missionari polesani in Africa e un po’ in tutto il mondo. Si da’ la priorita’ alla Missione ad intra – cioe’ dentro la nostra diocesi stessa – e questo e’ giusto; ma spero che non venga sottovalutata la Missione ad extra.

“Andiamo altrove, nei paesi vicini, perche’ io predichi anche la”, ha detto Gesu’ a chi voleva fermarlo nella propria citta’. E prima di andare in cielo: “Andate in tutto il mondo”.

* * *


 

Information to Nunciature

 

COMBONI COLLEGE OF SCIENCE AND TECHNOLOGY

Khartoum (Sudan)

 

In the first quarter of last century, with the idea that an educational institution of the Church would be acceptable to the civil authority of an Islamic country, the Apostolic Delegate to East Africa, Archbishop Arthur Hinsley,  recommended the opening of the Primary and Secondary School  that was called Comboni College Khartoum (CCK, started in1929). The two objectives of the school were: catering for the education of Christian students and assuring a Christian presence in the Sudan through instruction offered also to Muslim students.

 

With the same objectives, in the last quarter of last century, on suggestion of parents and teachers of CCK, the approval by the Sudanese Ministry of Higher Education of an upgrading of the school with a program at post-secondary level was requested. The approval of a four-year course of computer science leading to the bachelor’s degree was obtained in 2001 and what is now called Comboni College of Science and Technology (CCST) started at the end of the same year.

 

To the program of computer science, other four programs were added in the years that followed: Accounting – started in 2004 – leading to the Diploma in three years; Business Administration – also started in 2004 – leading to the Diploma in three years;

Education and Christian Religion Studies – started in 2008 – leading to the Bachelor’s Degree (Honors) in four and a half years; English Language and Literature – started in 2011 – leading to the Bachelor’s Degree in four years – with Arabic and Italian as minor subjects.  CCST offers also short courses of a few months to 300 adults who want to learn English, Italian, Spanish or the basic knowledge of computer or the technologies of information.

 

The Catholic identity of the CCST is expressed by its being open to students and teachers of both sexes and of every race, religion, color and nationality; by being faithful to the teachings of the Catholic Church under the guidance of the hierarchy of the local Church; by inculcating values, ideals and evangelical principles in all the academic activities, with due respect to the freedom of conscience of every person; by respecting the religious faith of everyone; by  promoting harmony and cooperation among students and between students and teachers of different faith, race and nationality; by serving others, especially the poor and the disabled, without expecting a recompense for every favor  rendered; by ensuring the pastoral care of Catholic students, teachers and employees; and by cooperating with the Church in promoting human progress and the development of a Sudanese Christian culture.”

 

The total number of students at university level in January 2013 are 550, of whom 275 (50%) are Sudanese, 88 (16%) are South Sudanese, and 187 (34%) are non-Sudanese, mainly Eritreans. Contrarily to the other Comboni primary and secondary schools in Sudan, where the Muslim students are the majority – at times almost the totality – at CCST the Christians are 60%, for the most part Orthodox from Eritrea. The percentage of girls in the College is 35%.

 

The teaching staff in 2013 consists of 25 full-timers: 8 PhD holders, 12 Masters,  5 Bachelors; and 24 part-timers: 7 PhD holders, 11 Masters and 6 Bachelors.

 

The graduates from 2005 till 2012 were 390. Some of them are pursuing upper studies; a good number are employed in governmental or private institutions; most Eritreans and Ethiopians are waiting to emigrate to Europe or America.

 

Needy students who are financially assisted are 143 (30% of the total number). To them the College offers a discount on the yearly fees of between 30 and 50%. Concerning financial self-sufficiency, with the constant increase in the number of students, the College hopefully will attain total self-sufficiency within one or two years. Already more than 80% of the expenses in 2013 are covered with local income (students’ fees, short courses and other initiatives).

 

The governing bodies of the College are: the Board of Founders (no share-holders among them, the College being a no profit organization), the Board of Trustees (the supreme authority of the College, responsible of academic, administrative and financial matters), the College Council ( with representatives of the College Administration, the Teaching Staff, the Ministry of Higher Education, the Students and the Graduates), the Academic Council (mainly responsible to assess the performance of students in final exams), and the Financial and Administrative  Board that prepares the budget and the agenda of the meetings of the College Council.

 

“In the early eighties (of last century) the Sudan Catholic Bishops’ Conference launched a campaign for the establishment of a Catholic University in Sudan. The Holy See encouraged the effort, promised its support and urged the Bishops to start feasibility studies” (Monsignor Gabriel Zubeir Wako, Circular Letter on 02.03.2003). Re-launching the campaign on the occasion of the canonization of Saint Daniel Comboni in 2003, Archbishop Zubeir, cardinal in the same year, mentioned  CCST (then called Comboni College of Computer Science) and the Catholic Teachers’ Training College (now Education and Christian Religion Studies program – ERS – in CCST) as parts of the university project.

 

With the independence of South Sudan, the project is being implemented in the South with the title Catholic University of South Sudan. A union of CCST with the Catholic University in the South or a second Catholic university in the North (in the Republic of Sudan), owing to the present situation of the Church in the North, appears not feasible. The General Director of Non-Governmental Colleges and Universities in the Republic of Sudan, Prof. A/Hafiz El Tahir, who is member of the Academic Council of CCST, in the meeting of this Council on 19 January 2013, urged CCST to consolidate the structure of the College and to increase the number of programs in view of the title of university.

 

A future university, which would be called Comboni University, according to the wish of Cardinal Zubeir -  not because it would be run by Comboni Missionaries but because Saint Daniel Comboni, his predecessor, contemplated also tertiary education - would be an initiative of the Sudan Catholic Bishops Conference or of the Archdiocese of Khartoum. An educational institution, to become a university, according to the Regulations of the Sudanese Ministry of Higher Education is requested to have graduated four batches of students in each of five programs at university level in five different fields of studies.

 

CCST is running five programs in four fields of studies. To get the title of university it should start at least another program. Nursing has been considered a very useful program; but the present situation in the country and in the Church does not encourage to proceeding with this project.

 

Fr. Beppino Puttinato,

Rector of CCST.

05.02.2013

 

Khartoum Agosto 2012 


COLLEGIO COMBONI

Per Scienze  e Tecnologie

Khartoum (Sudan)

 

dal 2001

 

 logo Per Scienze  e Tecnologie Khartoum (Sudan)

 

Lettera ai Benefattori del 3 Agosto 2013

 

Dall’inizio del secondo semestre (luglio-ottobre 2012), gli studenti che attendono alle lezioni

sono 354:

Sudanesi 112  (32 %)

Sud Sudanesi 69  (19 %)

Non Sudanesi 173  (49 %)

Una ventina non ha ottenuto il permesso di tornare (o ha scelto di non tornare) al Collegio dal Sud Sudan.

Una trentina ha sospeso o interrotto gli studi per varie ragioni, soprattutto per l’impossibi- lita a pagare le rette (sconti sono offerti dal Colle- gio, per meriti accademici e per situazioni familiari, ma nessuna esenzione totale e’ concessa, a meno che  uno studente non abbia una borsa di studio completa).

Nonostante la Crisi e la diminuzione degli studenti, il Collegio finira’ l’anno finanziario senza debiti. Siamo molto riconoscenti ai benefattori che sono stati - veramente! -  piu’ generosi degli anni scorsi.

Situazione Generale

In seguito alla separazione del Sud nel 2011, la percentuale dei cristiani (cattolici e non cattolici) nel Nord Sudan, su una popolazione di 30 milioni, e’ scesa a circa l’uno per cento.

La societa’ sudanese, sia nel Nord che nel Sud Sudan, e’ da sempre una societa’ pluralista sotto ogni aspetto (etnico, religioso e culturale). Con il colonialismo e l’evangelizzazione dei due ultimi secoli, il cristianesimo ha raggiunto una piccola ma significativa minoranza nel Nord e una buona maggioranza nel Sud.

La recente guerra civile tra Nord e Sud ri- verso’ nel Nord decine di migliaia di rifugiati  del Sud per i quali la Chiesa apri’ oltre 60 scuole alla periferia di Khartoum e di altre citta’ del Nord.

Queste scuole, in maggioranza primarie, si aggiunsero a una quindicina di  Scuole Comboni   aperte in centro citta’ - nella prima meta’ del secolo 20.mo - non soltanto per i figli dei cristiani ma anche per i figli dei musulmani, che spesso hanno costituito e tuttora costituiscono la maggioranza degli alunni.

Ora gli estremisti musulmani ragionano cosi’: le Scuole Comboni, sia quelle alla periferia che quelle al centro citta’ sono scuole della Chiesa, scuole per cristiani: i cristiani hanno voluto l’indipendenza dal Nord, quindi  non c’e’ piu’ bi- sogno di Scuole Comboni al Nord.

Le parrocchie dell’Arcidiocesi di Khar- toum, costituite in gran parte da sudisti, rag- giunsero’ la trentina in anni recenti. Ora circa due terzi dei fedeli sono andati al Sud e quelli che rimangono al Nord sono ritenuti a tutti gli effetti  cittadini stranieri – stranieri nel paese dove molti di loro sono nati e cresciuti.

La situazione di questi, in maggioranza studenti o giovani lavoratori, e’ al momento confusa e incerta. Il loro e’ uno dei grossi problemi che si spera arrivino presto a una soluzione soddisfacente. E si spera anche che il lavoro della Chiesa nel campo educativo, caratterizzato dal principio della pluralita’ etnica e religiosa, possa continuare e assicurare la presenza cristiana nel Nord.

 

I laueati del 2011 COLLEGIO COMBONI

I laureati del 2011

 

 

Padre Giuseppe Puttinato

 

 

ANSA/ ITALIA-KENYA:L'AIUTO ITALIANO FRA LE BARACCHE DI KOROGOCHO - INVIATO GOVERNO BONIVER A INAUGURAZIONE STRADE IN SLUM NAIROBI

(dell'inviato Fabio Govoni)

Nairobi, 29 magfio 2012. (Ansa) Korogocho e' fatta di lunghe strade di capanne in corrugato di ferro arrugginito nei migliori dei casi, di plastica o pezzi di legno inchiodati nei peggiori. Strade sterrate polverose e coperte di immondizia che grazie alla cooperazione italiana presto scompariranno, bambini che giocano nei rigagnoli delle cloache a cielo aperto che dividono la carreggiata dalle abitazioni, intrecci di cavi e fili elettrici, a volte pericolosamente vicini alle lamiere delle baracche o all'acqua.

Korogocho e' una delle circa 200 grandi e piccole baraccopoli che ospitano oltre la meta' della popolazione di Nairobi. Uno ''slum'' di 120.000 anime, potenzialmente una ''bomba ecologica'' per la vicinanza di discariche di immondizia, e dove opera una missione di padri comboniani. Qui, oggi e' stata inaugurata la prima parte di un progetto del governo italiano (avviato tre anni fa) per dare al quartiere strade sterrate, l'asfaltatura delle principali arterie, illuminazione stradale, rete elettrica, canalizzazione delle acque fognarie, un dispensario per i medicinali e prime cure.    Complessivamente per Korogocho la spesa e' di 2,1 milioni di euro, come parte di un progetto di cooperazione che prevede la conversione di parte del debito keniano, pari a 44 milioni di euro.

Una parte del progetto e' stata inaugurata oggi, alla presenza dell'inviata del governo per l'Africa sub sahariana Margherita Boniver (impegnata una tournee diplomatica che la portera' anche in Sudan e Sud Sudan), dell'ambasciatore italiano in Kenya Paola Imperiale e di vari rappresentanti delle autorita' locali - governo e municipio.

Una breve cerimonia in uno spiazzo sterrato nel cuore di Korogocho, preceduto da una breve esibizione di canti e danze tradizionali, davanti a una folla di residenti, seduti all'ombra sotto dei gazebo che li proteggevano dall'inclemenza del sole, giovani e anziani, uomini e donne, cristiani e musulmani. ''Siamo fieri di aver contribuito a migliorare la vita della gente di Korogocho, e la riconoscenza affettuosa che ci state dimostrando qui oggi ci commuove'', ha detto Boniver, prendendo la parola in mezzo al piazzale assolato. Qui, fra un oratore e l'altro, le donne, turbante in testa, tributavano alla cooperazione italiana le loro acclamazioni ritmiche di benvenuto.

''Asante Italy'', (Grazie Italia), ha detto al termine di un breve discorso nel locale idioma swahili un consigliere del comune di Nairobi. Un lungo corteo di residenti ha quindi accompagnato la delegazione italiana e i rappresentanti delle autorita' locali all'''incrocio fra la strada B e la strada D'',  dove e' stato simbolicamente tagliato un nastro. Molto resta ancora da fare, spiega l'ambasciatore Imperiale, perche' alcune delle baracche all'interno del sobborgo sono tuttora sorrette da palafitte sulla fogna. 

 

 

13 Dicembre 2011.

From: Beppino Puttinato

To: Margherita Boniver

Sent: Tuesday, December 13, 2011 6:22 AM

Subject: notizie varie.

 

Ho ricevuto la donazione del 14 novembre e mando in attach. la ricevuta. Al Collegio abbiamo celebrato 80 (ottanta) lauree, cinque delle quali di Darfuriani/e. Il Ministero dell'Educazione ci ha approvato un nuovo programma di studi, lingua italiana inclusa.

Nel Paese la situazione rimane incerta e confusa.

Buon Natale, buon Capodanno e ogni benedizione a Lei e ai suoi Cari.

P. Beppe

 

Filippine, La  Morte di padre Tentorio, forse pista odio religioso

padre_fausto_tentorio

 

17 Ottobre 2011. L'assassinio di padre Fausto Tentorio, il missionario presente nelle Filippine da oltre 35 anni, fa parte di quella schiera di religiosi che hanno perso la vita sul territorio filippino ed in particolare nella zona di Mindanau. L'ultima vicenda che riguardava un religioso sequestrato che per fortuna fini' con il suo rilascio ed il suo incredibile quasi immediato ritorno tra i propri parrocchiani e' quella di padre Bossi. Padre Bossi cosi' come padre Tentorio fanno parte di un formidabile gruppo di italiani votati alla cura delle anime appartenenti ad ordini diversi che si occupano della cura pastorale di popolazioni estremamente indigenti che sopravvivono al limite dell'estrema poverta'. In genere abitano in modesti abitacoli che si confondono con quelli degli indigeni ed anche questo puo' essere interpretato dai movimenti estremisti islamisti, presenti sul territorio, come una sorta di sfida. Non sono giunte le rivendicazioni di questo ennesimo martirio ma di certo non si puo' escludere nessun movente incluso quello piu' deprecabile dell'odio interreligioso.

 

Margherita Boniver con studenti del Darfour 2011

16 marzo 2011. Khartoum – Sudan. Incontro con Padre Patinato al  Collegio Comboniano  con studentesse e studenti del Darfour

 

15-18  giugno 2010. Missione umanitaria in Niger come inviata specaile del Ministro Frattini per  le emergenze umanitarie
''Il Niger ha bisogno di essere sostenuto nel percorso per ristabilire la democrazia nel Paese'' Margherita Boniver, a margine dell'incontro con il premier Mahamadou Danda.  ''Il sostegno al percorso democratico del Niger e' necessario e l'Italia si attivera' per favorire gli aiuti in questo campo ed il coinvolgimento delle organizzazioni internazionali'', .
Nel corso dell'incontro il premier ha indicato nel marzo 2011 la data delle elezioni presidenziali e confermato la ''velocita''' con cui si sta applicando la road map verso la democrazia.    La seconda giornata di Boniver in Niger prosegue a Tahoua, per una visita ai siti dove si svolge la distribuzione di alimenti e poi a Keita, dove le donne nigerine, grazie al contributo della cooperazione italiana nella lotta alla desertificazione, hanno 'fermato il deserto'.

 

Margherita Boniver - Inviato speciale del ministero degli Esteri per le emergenze - video

In Niger le donne "fermano" il deserto grazie a un progetto Italiano - video

6  - 11 gennaio 2010. Congo:  Margherita Boniver inviata di Frattini per emergenze umanitaria
La Repubblica democratica del Congo - con i suoi cinque milioni di morti in conflitti che perdurano dal 1998, un milione e 600 mila sfollati, oltre 50 mila donne stuprate ed un esercito di bambini soldato che nessuno ha mai censito - Margherita Boniver, inviato speciale del ministro degli Esteri per le emergenze umanitarie e le situazioni di vulnerabilita'.
Dal 6 all’ 11 tocchera' con mano quella che gli analisti internazionali non esitano a definire la piu' grande catastrofe umanitaria dei tempi moderni.
La missione punta innanzitutto a portare la solidarieta' italiana tra i rifugiati del nord e del sud Kivu e a fare il punto con gli operatori della Cooperazione e delle organizzazioni missionarie impegnati, ad esempio, nel campo profughi di Sasha o nel centro sociale di accoglienza di Gahinga per bambini e adolescenti abbandonati.
In particolare, si rechera' a Goma, capitale del distretto di Kivu, una delle regioni del mondo piu' ricche di minerali e, al tempo stesso, di disperazione umana. E' qui che operano il centro sociale Don Bosco Ngangi per il recupero dei bambini soldato e il reparto di neonatologia e cure intensive pediatriche dell'Ospedale generale di Goma.  La missione inzierà con una tappa nella capitale Kinshasa dove sono in agenda incontri con esponenti del Governo e responsabili delle agenzie internazionali - dall'Ocha all'Unicef ino all'Unhcr - impegnati nella colossale operazione onusiana a dieci anni dispiegata nell'ex Zaire. I colloqui serviranno ad acquisire elementi dell'ultim'ora sul processo di pace in corso , quindi, rafforzare in questo contesto il ruolo positivo dell'Italia.

Gentilissima Onorevole,
non potendola salutare alla sua partenza dopo l'incontro presso la residenza dell'ambasciatore italiano in Kinshasa, lo faccio in questo momento. Grazie  della sua cordialità  e delle sue parole, fateci sentire che ci siete vicini, ne abbiamo bisogno. Goma è una parte della grande povertà di questo paese, ma Kinshasa non è da meno. Chissà che un giorno tornando venga a fare visita alle nostre sei realtà che operano in Kinshasa. Fraternamente la saluto e rinnovo gli auguri di buon anno e di una buona missione umanitaria.


Fr. Mauro  e i ragazzi di strada di Kinshasa. Opera don Guanella/Congregazione dei Servi della Carità

 

 Margherita Boniver inaugura  ilò centro Sociale Maison Gahinja

Inaugurazione centro Sociale Maison Gahinja


Boniver in Darfur

6 maggio 2009. Sudan - Darfur visita al campo profughi di Zam -Zam


 Margherita Boniver in Kenia

9gennaio 2009 - In occasione della missione
in Kenia per sollecitare la liberazione delle due
Suore rapite,Margherita Boniver visita lo
“Slum di Korogocho - Nairobi

 


Margherita Boniver - Padre Beppe  in Sudan

Novembre 2008 - Ricevo dal Sudan una buona notizia - Grande giorno oggi al Collegio. Negli scrutini di fine anno, 60 studenti sono risultati laureati, tra loro, due ragazze e quattro ragazzi del Darfur. Nella foto sono con due dei neolaureati del Darfur.Cordiali saluti. Padre Beppe.

Margherita Boniver in Pakistan

Il 23 marzo 2007 -Pakistan - il Presidente della Repubblica Islamica del Pakistan, Pervez Musharraf, ha conferito a Margherita Boniver l’alto riconoscimento al valore civile dell’ordine del Padre della Patria “Hilal-I-Quaid-I-Azam” per l’impegno profuso nelle cause umanitarie.

Margherita Boniver nelle Filippine

2007 - Visita alla dicarica di "Smoking Montains" di Tondo Manila - in occasione della liberazione di Padre Bossi

 

 
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